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val di mello
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Oceano Irrazionale:
in posa, non senza affanno, sul tiro della Tromba
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Val di Mello
Altare del Precipizio
Piedi di piombo
Facchinetti, Farina, Prina, Valtorta -
(VII+,
215 m.)
Ripetuta al seguito di Dario Sandrini, del quale
abbandonai
un chiodo ad U al 1° tiro. Bella e difficile. Bisogna sapersi
proteggere
sul 1° tiro e pedalare sull'ultimo (protezioni rarefatte).
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Precipizio degli Asteroidi
Sole che ride
Marini, Maspes, Sertori - (VI+/A2, 215 m.)
Fui costretto all'artificiale sul 4° tiro a causa
di una
invadente colata d'acqua che scendeva ruscellando dallo strapiombo (e
dentro
le maniche del mio pile, mentre tentavo la dulfer della fessura di
fondo
del diedro). Ero con Giovanni. Intendevamo ripetere anche "Le corna non
fan
peso", ma rinunciammo constatando il grado di invasione vegetale delle
fessure
dei primi tiri.
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Self control
Facchinetti, Moro, Prina - (VII-, 180 m.)
Fatta con Dario in combinazione con "Piedi di piombo"
(soluzione
raccomandabile). Due tiri in fessura (il 1° faticoso), poi placche
melliane.
Qualche tempo fa vidi un documentario sulla Valle di cui era
protagonista
Ivan Guerini. In una delle scene mi sembrò che stesse
arrampicando
proprio sul "Self control" e che facesse sosta... su uno spit! Non
c'è
più religione!!!
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Oceano irrazionale
Guerini, Villa - (VII/Ao) - 400 m.
Il capolavoro della Valle. Bellissima. La fessura della
Tromba
può essere percorsa anche senza incastrarsi (prese piatte molto
generose
per le mani e piedi in aderenza su cristalli della placca sottostante).
L'uscita
al Pulpito dell'Eremita è percorribile in libera (buon nut
sistemabile
sul fondo del diedrino - Io non mi fidai dell'uscita sporca e tirai la
protezione).
Noi, arrivati sul panettone terminale, scendemmo a sinistra lungo vene
e fessure
erbose fino a raggiungere la linea di calate di "Anche per oggi non si
vola":
discesa semplice e rapida.
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Messaggio inviato il 9 maggio 2008
Si, confermo: un capolavoro.
Oramai sono passati molti anni. Se non ricordo male, l'ho salita con Fabrizio Convalle a metà degli anni 80. Forse tra i primi in Toscana a ripetere la via, preceduti da Claudio Ratti e Roberto Vigiani.
Alberto Benassi
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Monte Qualido
Artemisia
Bianchi, Brambati, Carnati, Vitali - (VII/A2 - 700 m.)
Incredibili placche tecniche, muri e fessure. I gradi
sono
meno sostenuti che in Valle, ma le protezioni lunghe
impongono cautela. La sveglia arriva già al 3° tiro: VI con
lo
spit un bel po' di metri sotto i piedi. La fessura di A1 del 16°
tiro
non è A1 (a meno che non lo si consideri un A1 molto new age): a
un
muretto chiodato che porta alla cengia sotto la fessura strapiombante
fa seguito
la prima verticalizzazione di quest'ultima (un bel passo di VII per
arrivare
ad un chiodo dall'aspetto malsano, cui è necessario appendersi).
A
questo punto la fessura si trasforma in rigola e attraversa una
bombatura
strapiombante. Non ci sono altre protezioni in loco. Io ho usato: 1 nut
incastrato
in una strozzatura accennata sul fondo della rigola (pessimo), 1 friend
4
Ande (mediocre: lavoravano 2 camme su 4), 1 friend 3 (discreto), 1
friend
5 (discreto), 1 nut (buono) sul fondo della fessura che riprende netta.
Se
questo è A1...
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Magic Line
Guattini, Pedeferri, Pizzagalli, Soldarini, Vago -
(VII/A1
- 700 m.)
Simile ad Artemisia. Stupendo il tiro di VII+. Il tiro
di
artificiale è A1 (vero), anche se è molto lungo
(economizzare
i friend nella prima parte). Al 15° tiro traversare bassi puntando
all'evidente
rampa-fessura sulla sinistra. Attenzione alla prima calata: probabili
incastri
di corda.
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Escudo del Qualido
Esperando il sol
Brambati, Vitali - (VIII- - 190 m.)
Interrotta a due tiri dalla fine causa colate. Bello il
tiro
di 7a.
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Aguas calientes
Brambati, Vitali - (VIII - 100 m.)
Ripetuta fino al 2° tiro, che, d'altra parte, da
solo
merita la visita: vena di quarzo ascendente verso sinistra e poi muro
tecnico
con passo di uscita per lunghi. Chiodatura distanziata. Stupenda la
zona,
solitaria e selvaggia, un angolo patagonico tra montagne a due passi da
casa.
OS per Ralf Steinhilber.
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Tempio dell'Eden
Alba del Nirvana
Gossemberg, Guerini - (VI- - 160 m.)
La ripetei entrambe le volte con partenza da "Stomaco
Peloso".
La prima sbagliai tenendomi troppo a destra in corrispondenza del tiro
di
VI- (mentre è evidente la lama a sinistra che si deve prendere).
Si
presti attenzione al passo chiave: non è proteggibile. La via
conclude
interlocutoria sotto gli strapiombi della "Signora del tempo".
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Brontosauro
Le risposte di Bakunin
Boscacci, Merizzi - (VI+ - 150 m.)
Primi movimenti molto tecnici, poi belle lunghezze su
placche
e fessure diagonali da proteggere. All'ultimo tiro Giovanni e io ci
calammo
dal ginepro al terrazzino sotto lo spigolo di VI perché non
riuscimmo
a risolvere il rebus motorio richiesto dal passaggio: il tratto,
sprotetto,
sembrava preludere ad un probabile volo tra i rami contorti del
ginepro.
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Sperone degli Gnomi
Tunnel diagonale
Belgeri, Borsi, Guerini, Piattoli - (V+ - 160 m.)
Trovai più difficile la fessura del 2° tiro
(incastro
di avambraccio) che la placca di uscita al 3°. Divertente.
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Sarcofago
Cunicolo acuto
Guerini, Villa, Zanaboni - (V+ - 120 m.)
Curioso e divertente il camino del 2° tiro.
Ripetuta due
volte.
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Dimore degli Dei
Cochise
Maspes, Mogavero, Sceresini - (VII- - 105 m.)
Un grande fungo intrusivo difficile da rimontare
(4° tiro)
costituisce il passo chiave della via. Anche più sopra passi di
aderenza
su funghi e chiodatura non proprio ravvicinata. Volo per Giovanni
Mostarda.
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Il Risveglio di Kundalini
Guerini, Villa - (VII- - 400 m. ca)
Celebre via che non necessita di presentazione. Ralf
Steinhilber,
durante la nostra ripetizione, continuava a ridacchiare tra lo stupito
e il
divertito. Uniche note: lungo la Serpe Fuggente, al suo interno, si
incontrano 3 friend
incastrati,
raggiungibili solo da chi ha manine sottili. Se non si è in
possesso
di tale attibuto, meglio dotarsi di una serie doppia di friend
medi
(misura 4-5-6 Ande). Altrimenti, si deve... pedalare con poche
protezioni.
Dopo l'Angolo Amaranto sono possibili molte varianti. Questa la linea
da noi
seguita.
4° tiro - Angolo Amaranto poi a dx per placca e canale erboso fino
a sosta
su alberi (30 m).
5° tiro - Diritti per facile placca sopra la sosta fino ad una
costola
fessurata che si risale, puntando alla fessura alla base del Grande
Arco;
alla nicchia (1 ch) proseguire diritti per strapiombo fessurato (3 ch)
pervenendo
ad una sosta (scomoda) (45 m - Avendo corde di lunghezza adeguata,
meglio
proseguire fino alla nicchia soprastante: sosta comoda con tre chiodi).
6° tiro - Ancora lungo la fessura sul fondo dell'arco fino a poter
scendere
per placca ad una sottile fessura (con fiori e ginepro bonsai) che
taglia
orizzontalmente tutto il muro sotto l'Arco. Sosta al suo inizio (1 solo
ch,
da integrare - 35 m ca).
7° tiro - In orizzontale lungo la fessura (30 m - Sosta con 2 ch).
8° tiro - Ancora in traverso a dx fino a rimontare ad un pulpito
con albero
(40 m).
Poi come da relazione. S 10 scomoda.
Ripetuta in combinazione con Polimagò, a creare Kundamagò
(o
Polimalini, a scelta), il long trip più allucinogeno delle
Dimore Divine.
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Pilastro del Bastogene
Moro, Prina - (VII/A1 - 265 m. ca)
Forse perché al termine della stagione
alpinistica
o a causa della potente vampa solare che rendeva troppo tenera la
mescola
delle scarpette, Ralf e io non demmo il meglio di noi stessi su questa
via
dalle difficoltà sostenute. Ottime (a tratti) le protezioni (fix
inox
del 10, alle soste e sui tiri, alcuni chiodi).
Integrazioni sulla rel. Maspes-Miotti
1° tiro - Niente da aggiungere. Scaldarsi bene prima di partire.
Nella
prima parte del tiro protezioni su cordoni attorno a sassi incastrati.
2° tiro - I ch sono 4. Pass. di VI+ esposto e delicato. Run-out
fino in
sosta.
3° tiro - Non c'è più il ch sul passo di VI (è
possibile
proteggersi utilizzando un fungo di anfibolite).
4° tiro - Spit aggiunti nella prima sezione, ma bisogna comunque
pedalare
in alto.
5° tiro - Sostenuta la fessura sopra la sosta (V?), poi
ancora diedro,
traverso a dx e diritti all'interno di una curiosa conca nel granito.
Ammetto
di aver superato in A1 l'ultimo passaggio (VI+?).
6° tiro - Ch e spit come da relazione. 2 pass ostici.
7° tiro - Placche sopra la sosta, puntando a sx. Poi, per noi,
sosta nel
canale (45 m. - albero).
8° tiro - Ancora placche appena a dx del canale. Altro albero di
sosta
(45 m.).
9° tiro - Per placche a sx e poi sopra il canale, al bosco
sommitale (30
m.).
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L'Albero delle Pere
(VI+/VII - 210 m. ca)
Il nome della via [aperta nel 1977] non ha niente a che fare col film della Archibugi [del 1998].
Alcune rel. presenti in rete [cfr. ad esempio la rel. sassbaloss, qui: http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/pere/pere.htm] discordano in parte da quanto abbiamo constatato noi salendo l'it.
Questa la linea che abbiamo seguito noi.
Portare serie di friends.
Attacco nei pressi di una cengia, dalla quale parte anche un'altra via di cui non ricordo il nome.
L1 - Breve fessura atletica [2 m.] inclinata a sx sulla dx di un grande strapiombo obliquo a sx, poi per erbe e roccette in obliquo a sx e diritti fin sotto un diedro fessurato inclinato a dx. Per esso a un terrazzo boscoso; al suo margine dx si sale un gradino e si fa sosta alla macchia di alberi alla base del diedro che dà la direttiva di salita nel tratto centrale della via (55 m. - V+).
L2 - Nel diedro, prima facile, poi difficile, in particolare in prossimità di una strozzatura a camino e del successivo tratto strapiombante; al termine di questo in obliquo a dx per diedro fessurato appoggiato fino alla sosta scomoda sotto l'ultimo tratto strapiombante del sistema di fessure (40 m. - VI+).
L3 - Boulder ostico per salire il primo tratto di fessura; poi incastri e movimento, aggirando sulla dx l'ultimo tratto di fessura (20 m. - VI+/VII-).
L4 - In obliquo a sx fin sotto un diedro inclinato a dx; al suo termine diritti in placca; quindi in obliquo a sx, facendo sosta a una macchia di alberi all'interno di un' ampia fessura-camino appoggiata (45 m., mi pare - IV+).
L5 - Uscire dalla fessura camino a dx e salire prima per placche alla sua dx e poi lungo la sua prosecuzione fino a quando questa piega a dx; ancora 7-8 m. per la fessura e, appena possibile, a sx, al bosco sommitale (50 m. - V+) [Rel. 25 maggio 2009].
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Scoglio delle Metamorfosi
Luna Nascente
Boscacci, Ghezzi, Milani - (VI+/Ao - 350 m.)
Nel corso della nostra prima ripetizione Riccardo
Colosio
dimostrò la sua grinta proteggendosi su tutti i tiri solo con
nut.
Solo quelli avevamo...
La seconda volta pensai bene di portare con me i friend. E fu tutta
un'altra
faccenda.
Il tetto del 2° tiro è ormai ultraviscido (se si punta alla
libera,
magnesio in abbondanza sulle dita prima del traverso). Al 9° tiro,
se
si sceglie l'uscita di sinistra, si tenga presente che le corde da 50
m. si
concludono prima che si riesca ad arrivare sui prati terminali.
Volendo, si
può fare sosta su ch e spuntone in corrispondenza dell'inizio
del traverso
a sinistra.
Integrazione 2009
Trovato un secondo metodo per passare su L1.
Inoltre L2 è liberabile in assoluta tranquillità anche senza magnesio: basta giocare bene di piedi [max VI+/VII-].
Se si dispone bene l'ultima protezione sotto il tetto, si può saltare S2 tradizionale e puntare senza soluzione di continuità a S3.
Altri avvisi per i naviganti:
- Il vecchio albero rinsecchito di sosta prima del traverso alto a sx non c'è più, sostituito da 2 ch.
-
Questa la nostra uscita diretta:
L7 - Dalla sosta di partenza del traverso in lieve obliquo a sx per placca fino a un buco con ch; da qui diritti, aggirare a sx un cespuglio e un tratto erboso e fare sosta al margine dx di un tettino ad arco (40 m. - V+).
L8 - Placca compatta sopra la sosta, appena poss. un po' a sx, quindi in obliquo a dx per vago "sentiero di pietra"; a una vena di quarzo a sx fino a poter uscire dalla parete per placca lichenosa (55 m. - V+). Niente protezioni.
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Polimago'
Masa, Merizzi - (VII- - 350 m. ca)
Ripetuta in combinazione con Kundalini. Via
allucinogena,
in particolare per il povero Ralf Steinhilber che, al 6° tiro,
tratto in
inganno dalla relazione Maspes-Miotti, si trovò a vagare per
placche
di VII a dx del naso con cui si conclude la prima parte della fessura,
alla
disperata ricerca di un V che, almeno lì, non c'era. Dopo 45' di
motivata
angoscia, riuscì a rientare in linea e a fare sosta, con 45 m di
corda
fuori, almeno 10 m sotto l'inizio del sistema di vene sul quale si
traversa.
Urge relazione particolareggiata.
1° tiro - Come per Luna Nascente (l'antro sulla sinistra non
è
per niente invitante). Passo iniziale da me (finalmente) liberato dopo
aver
sistemato in artif un nut aggiuntivo (un solo suggerimento, tenersi a
sx della
fessura sulla quale ci si protegge: è un passo relativamente
facile,
capito il trucco).
2° tiro - A sx della sosta fino all'antro di attacco della Porta
del Cielo.
Prima in spaccata e poi in dulfer si rimonta a sx il tratto verticale
del
tiro. Il successivo diedro appoggiato può (forse) essere
protetto adeguatamente
con friend grandi (max misure Camalot, per chi può
permettersele) o
portandosi nello zaino... macigni da incastrare!
3° tiro - Prima all'interno (tecnica da camino) e poi all'esterno
(dulfer),
o sempre all'interno, se si è abbastanza anguilliformi, si sale
l'incredibile
lama che sovrasta la sosta. Fermata al suo termine, curiosa, panoramica
e...
ventiliata.
4° tiro - Proteggersi bene (1 friend 2 o 3 Ande buono in fessura a
sx
del pilastrino mobile appena sopra la sosta) per superare il primo
ostico
passaggio. Poi si superano, seguendo i chiodi, tre successivi
strapiombini,
puntando allo spigolo dx del compatto pilastro aggettante sopra la
sosta.
Di qui a dx per tracce su erba fino ad un alberello su pulpito, sul
quale
si fa sosta (45 m) o, meglio, dal quale si scende a dx nella nicchia
sottostante
(2 ch di sosta).
5° tiro - Si segue il sinuoso diedro che, compiendo una sorta di
"punto
interrogativo", porta all'inizio del famigerato 6° tiro (25 m -
Sosta
buona e abbastanza comoda).
6° tiro - Si rimonta il bordo sx del diedro sul fondo del quale
è
la sosta, puntando ad un più ampio e meglio proteggibile diedro
fessurato
più a sx (diverse protezioni incastrate). Si segue per tutta la
lunghezza
l'arco che esso compie verso dx E SI CONTINUA A SEGUIRLO anche quando
torna
a farsi verticale (2 ch sul fondo della fessura, comunque ben
proteggibile),
fino ad arrivare ad un sistema di larghe vene di cristallo. In
corrispondenza
della prima di esse ci sono 2 ch di sosta, così come, in
corrispondenza
della vena più alta, 2 ch proteggono il traverso. L'ideale
è
fare sosta ai primi 2 (50-55 m) ed assicurarsi sugli altri. Se non vi
si arriva,
è possibile attrezzare una sosta dopo circa 45 m su ch e nut
(quest'ultimo
da piazzare).
7° tiro - Si traversa a dx sul sistema di vene prima in lieve
discesa
e poi in orizzontale, spostandosi di livello a cercare la migliore
sequenza
di appoggi, fino a raggiungere la fessura e S 6 di Luna Nascente (20 m
il
traverso -25 m il tiro partendo dalla sosta a chiodi - E' proprio V!).
Si prosegue quindi sulle ultime lunghezze di Luna Nascente.
Relazione del settembre 2004.
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Messaggio inviato il 9 maggio 2008
Stupenda e molto varia: camino, fessure, placche... C'è di tutto. Decisamente più impegnativa della altrettato bella Luna Nascente.
Alberto Benassi
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Sperone della magia
Terrore oscuro
Ignoti - (VII/VII+ - 80 m.)
Di mia invenzione il nome, a memoria dell'orrorifica
avventura
che capitò a me e a Riccardo Colosio durante una delle nostre
prime
puntate in Valle. Vi finimmo in mezzo per errore credendo di essere su
"La
sfera di cristallo". Riccardo salì lungo l'evidente diedro che
taglia
al centro la parete e fece sosta ad un chiodo cattivo (infilato dal
basso)
nella rampa-fessura che si dirama a sinistra a circa 2/3 del diedro.
Poi toccò
a me: strapiombino (V+), che protessi con un buon eccentrico, e
successiva
vena di quarzo che tagliava da destra a sinistra una placca molto
ripida.
Quando mi ci trovai nel mezzo, vissi l'esperienza psichedelica
più
intensa della mia vita. Solo forze ignote mi impedirono di tuffarmi nel
vuoto
dopo aver cercato inutilmente e a lungo una maniera per proseguire (o
per
tornare indietro) dal passo chiave (piedi appena appoggiati sulla vena
e
niente per le mani). Per caso trovai a sinistra (e con la mano destra)
un
microcristallo di quarzo che mi consentì, con una strano
volteggio,
di completare il traverso. Dalla nicchia al suo termine, proseguii
diritto
(sentiero di pietra) e poi entrai nella conca erbosa alla sinistra
della placca
appendendomi ai rami di una betulla abbattuta. Sotto strapiombi trovai
un
cordone di sosta (evidentemente qualcun altro era passato di lì
prima
di noi). Ricky, al mio seguito, superò il passaggio pendolando
sulla
corda.
Sono certo di aver rinviato, quel giorno, i miei ultimi momenti.
Qualcuno sa di che via si tratti?
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Punta Rasica
Lady Diana
Maspes - (VII- - 400 m.)
Bella via, con un 2° tiro molto tecnico, ben
protetta
a spit. Utile qualche friend medio per integrare le protezioni.
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Messaggio inviato il 9 maggio 2008
Confermo: bella via, salita con la mia dolce metà.
Alberto Benassi
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Costiera dell'Averta
Top ten
Maspes - (VII- - 350 m.)
Bello il 1° tiro e impegnativo (e lungo) il 2°.
Dopo
le difficoltà calano, pur restando su un V+ continuo (placche
tecniche
e fessure).
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Messaggio inviato il 9 maggio 2008
Fatta con il mitico Pecos. A me nel complesso non è piaciuta molto...
Alberto Benassi
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Picco Luigi Amedeo
Via Nusdeo-Taldo
Nusdeo, Taldo - (VI+/A2 - 470 m.)
Che dire? Un capolavoro. Il 2° tiro è spesso
bagnato.
Difficile trovarlo in condizioni per la libera (fessura viscida
verticale
e traverso a sinistra su lama buona per le mani, ma con i piedi in
appoggio
su acqua). Anche il 3° tiro è magnifico (in questo caso
l'umidità
non disturba più di tanto). Semplicemente incredibile, poi,
è
la lunghezza della "Grotta" (molti chiodi buoni, tutti da me
personalmente
testati, prima di entrare nella spaccatura netta nella quale ci si deve
infilare
in stile speleologico). Al tiro successivo Giovanni proseguì
diritto,
prendendo proprio per la deviazione della quale Maspes scrive "No!" e
incontrando
difficoltà sostenute (VI+) su fessura proteggibile a friend
(grandi).
La penultima lunghezza, infine, è qualcosa in più di VI-.
All'ultima
doppia (discesa sul versante Nord Ovest) le corde da 50 m. non arrivano
in
fondo. Attenzione!
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Messaggio inviato il 9 maggio 2008
Ennesimo capolavoro, su una parete bellissima in un ambiente stupendo. Correvano gli anni 80 forse il 1984, non ricordo bene. Tour arrampicatorio di più giorni con Fabrizio e GianLuca.
Prima eravamo stati al Pizzo Badile: via della "Linea Bianca" di Koller. Quindi trasferimento in Italia per la "Nusdeo-Taldo". Poi nuovo trasferimento: Dolomiti. Il sabato "Messner" alla Seconda Torre del Sella, la sera al rif. Falier e la domenica "Pilastro Don Quixote" con tanto di temporalone e grandine sugli ultimi 2 tiri. Eravamo giovani!!!
Alberto Benassi
Beata gioventù... Che si fugge tuttavia... (:()
Sandro
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Climbing - Top